La saga dei contratti derivati stipulati dagli Enti pubblici territoriali italiani tra diritto interno e diritto internazionale privato
DOI:
https://doi.org/10.20318/cdt.2026.10261Palabras clave:
contratti derivati, ISDA Master Agreements, accordi di scelta del foro, Brexit, lis pendens, ordine pubblico internazionale, circolazione delle decisioni straniere in ItaliaResumen
Il contributo esamina la complessa vicenda dei contratti derivati stipulati dagli Enti pubblici territoriali italiani, analizzando l’impatto che le recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali hanno prodotto sul contenzioso transnazionale sviluppatosi all’indomani della Brexit. Muovendo dal quadro regolatorio interno, che ha progressivamente delimitato l’area di liceità dei derivati in ossequio ai principi costituzionali di equilibrio di bilancio, sana gestione finanziaria e limiti all’indebitamento degli Enti locali, il lavoro si sofferma sui problemi di diritto internazionale privato che investono il giudice italiano, allorché sia chiamato a valutare, da un lato, la portata derogatoria delle clausole di scelta del foro contenute negli ISDA Master Agreements e, dall’altro, i presupposti e i limiti di efficacia, nell’ordinamento interno, delle decisioni rese dai giudici inglesi in materia. Dopo aver sostenuto che i principi costituzionali che informano la disciplina dei contratti derivati degli Enti pubblici territoriali sono idonei a integrare il contenuto dell’ordine pubblico internazionale, il contributo conclude formulando una valutazione critica dell’orientamento favorevole al riconoscimento in Italia di decisioni inglesi sulla giurisdizione, evidenziando gli indebiti effetti di ingerenza che tale approccio legittima rispetto all’esercizio della Kompetenz-Kompetenz del giudice italiano previamente adito.
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