Quando gli attributi travalicano il signum. Riflessioni sull’identità visuale degli dèi a Roma = When attributes go beyond the signum. Remarks on the visual identity of the gods in Rome

Ginevra Benedetti

Resumen


Riassunto: In questo lavoro ci si propone di analizzare, attraverso le pagine degli autori latini, la costruzione semiotica sottostante la rappresentazione visuale degli dèi nella cultura romana; ognuno di loro possedeva infatti qualche attributo o combinazione di attributi in grado di identificarli con maggiore o minore certezza, ciò che gli autori antichi definivano insignia, dei “segni speciali” che guidavano l’interpretazione / identificazione di un signum. In particolare,  saranno presi in esame alcuni oggetti concreti impiegati dalla cultura romana per costruire immagini divine nella loro funzione di attributi dotati di una specifica identità semiotica. A Roma vi erano altresì casi specifici in cui il potere dell’insigne risultava traboccante; la marca di riconoscibilità, in questi casi, era identificata con la totalità dell’immagine, così come l’immagine totale era ridotta e identificata con l’estensione della marca di riconoscimento: l’insigne, in questo caso, costituiva l’immagine. Questo ci porterà dunque a discutere i metodi di costruzione, adattamento, prestito e scarto delle immagini divine tra i politeismi antichi, delineando altresì prospettive comparative e analitiche.

Abstract: In this work we aim to analyze, through the pages of the Latin authors, the semiotic construction underneath the visual representation of the gods in the Roman culture; each of them possessed some attribute or combination of attributes capable of identifying them with more or less certainty, what the ancient authors called insignia, the “special signs” that guided the interpretation / identification of a signum. In particular, some concrete objects will be examined, used by the Roman culture to construct divine images in their function of attributes endowed with a specific identity. In Rome there were also specific cases in which the power of the insigne was overflowing. The mark of recognizability, in these cases, was identified with the totality of the image, just as the image was reduced to the extension of the mark of recognition: the insigne, in that case, was the image. This will lead us to question the methods of construction, adaptation, borrowing and exclusion of divine images among ancient polytheisms, outlining comparative and analytical perspectives.

Parole chiave: Appropriazione, identità, immagini divine, insignia, signa panthea, statua.

Key words: Appropriation, divine images, identity, insignia, signa panthea, statue.


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DOI: https://doi.org/10.20318/arys.2019.4601

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ARYS editada por la Asociación ARYS (Antigüedad, Religiones y Sociedades)
ISSN1575-166X/ EISSN 2173-6847