Le delegazioni dell’Unione Europea dopo il Trattato di Lisbona Struttura, status e funzioni

Elisa Baroncini

Resumen


Riassunto: Il Trattato di Lisbona ha introdotto significative modifiche all’architettura istituzionale delle relazioni esterne dell’Unione europea (UE), al fine di accrescerne la coerenza, l’efficacia e la continuità. Una delle disposizioni essenziali in tal senso è l’art. 221 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il quale stabilisce che l’Europa venga rappresentata, presso i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, da una rete di delegazioni dell’Unione. Si tratta della prima volta che il diritto primario europeo contempla espressamente e direttamente il diritto di legazione attivo dell’Unione sotto il profilo della facoltà a stabilire, presso Paesi terzi ed organizzazioni internazionali, proprie missioni diplomatiche permanenti, anche se l’art. 221 TFUE si innesta, consolidandola ed ampliandola, in una prassi pluridecennale della rappresentanza esterna del processo di integrazione europea. Infatti, con un semplice cambio di denominazione, e con la sintetica, ma inequivoca, definizione dell’ampia funzione di “rappresentare l’Unione,” l’art. 221 TFUE ha disposto l’evoluzione di quelle che erano le missioni della Commissione europea in “delegazioni dell’Unione,” una rinnovata struttura di sedi diplomatiche che, coerentemente con l’impianto unitario adottato dal Trattato di Lisbona in materia di azione esterna, sono chiamate ad assicurare la rappresentanza dell’Unione per tutte le politiche europee, dunque anche per la politica estera e di sicurezza comune (PESC). Pertanto, le delegazioni rivestono ora il ruolo di single diplomatic presence dell’Unione, una presenza unica e permanente la quale assorbe la funzione di coordinamento e rappresentanza dell’Europa presso Paesi terzi e organizzazioni internazionali esercitata, prima dell’ultima revisione dei Trattati, dallo Stato detentore della presidenza a rotazione della UE. Sono, così, possibili, una notevole semplificazione della rappresentanza diplomatica e una significativa visibilità della proiezione esterna dell’Unione, che può ora fare affidamento sulle capacità delle proprie ambasciate e del personale che in queste ultime svolge la propria attività per dare continuità e spessore all’azione internazionale dell’Europa. Nel presente lavoro si intendono ricostruire la collocazione delle delegazioni nella struttura istituzionale dell’Unione, l’organizzazione e le funzioni di dette missioni ed i loro rapporti con le ambasciate ed i consolati degli Stati membri, nonché il loro status sotto il profilo dei privilegi e delle immunità diplomatici, in modo da poter poi indicare come migliorare il funzionamento di tale struttura diplomática dell’Unione, sempre più strategica per le politiche e per l’immagine dell’Europa.

 

Parole chiave: delegazioni dell’Unione europea; apertura e chiusura delle delegazioni; Capodelegazione; accreditamento; relazioni diplomatiche; accordi sullo stabilimento e sui privilegi ed immunità delle delegazioni europee; privilegi ed immunità diplomatici; protezione consolare, asilo diplomatico.

Abstract: The Lisbon Treaty has introduced significant modifications to the institutional architecture of EU external relations in order to increase the consistency, effectiveness and continuity of EU international action. One of the main provisions in this regard is Article 221 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU), stating that Europe is represented in third countries and international organizations by a network of delegations of the Union. This is the first time that EU primary law expressly and directly provides for the right of active legation of the Union in terms of the possibility to establish, in third countries and international organizations, its permanent diplomatic missions, although Article 221 TFEU merges with the decades-long practice of the external representation of the process of European integration, consolidating and expanding it. In fact, with a simple change of name, and the synthetic, but unequivocal, definition of the broad function of “represent[ing] the Union,” Article 221 TFEU has established the evolution of what were the missions of the European Commission in “delegations of the Union,” a renewed diplomatic structure called to ensure the representation of the Union for all the European policies, and thus also for the Common Foreign and Security Policy (CFSP). Therefore, the delegations now play the role of single diplomatic presence of Europe, absorbing the function of coordinating and representing the Union in international organizations and third countries, function carried out, until the last revision of the Treaties, by the State holding the rotating presidency of the EU. A considerable simplification of the EU diplomatic representation and a significant visibility of the Union’s external projection are thus possible, as Europe can now rely on the capacities of its embassies and personnel operating in the latter to provide continuity and depth to its international action. In the present work we intend to consider the position of the delegations in the institutional structure of the Union, the organization and functions of such permanent missions and their relationships with the embassies and consulates of the EU Member States, as well as the status of the EU delegations in terms of diplomatic privileges and immunities, so as to be able to indicate how to improve the functioning of the EU diplomatic structure, which is constantly more and more strategic for the policies and the image of Europe.

 

Key words: EU delegations; opening and closing of delegations; Head og Delegation; accreditation; diplomatic relations; agreements on the establishment and the privileges and immunities of the delegations of the European Union; diplomatic privileges and immunities; consular protection; diplomatic asylum.


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