Le clausole “gravemente inique” per il creditore nei contratti commerciali internazionali: note sui rapporti fra la Direttiva 2011/7/UE e il Regolamento Roma I

Pietro Franzina

Resumen


Le norme nazionali attuative dell’art. 7 della Direttiva 2011/7/UE sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali sanzionano con l’inefficacia o con la previsione di un obbligo risarcitorio la pattuizione di clausole “gravemente inique” nei confronti del creditore volte a regolare il termine di pagamento, il tasso degli interessi di mora e i costi di recupero dell’importo dovuto. Nelle situazioni caratterizzate da elementi di estraneità, l’osservanza di tali norme, e con esse in generale la “tenuta” dei principi che ispirano la Direttiva, sono assicurate negli Stati membri in via ordinaria quando il contratto, avuto riguardo alle norme di conflitto dettate dal Regolamento Roma I sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, sia retto dalla legge di uno Stato membro. L’articolo esami-na le formule tecniche mediante le quali può essere garantito il rispetto della Direttiva in relazione ai contratti commerciali internazionali, o almeno la salvaguardia dei principi di cui questa è espressione. Viene dapprima esaminata la situazione in cui il contratto sia corredato da una scelta di legge, volgendo l’attenzione ai limiti imposti all’autonomia internazionalprivatistica delle parti dall’art. 3, paragrafi 3 e 4, del Regolamento Roma I. Viene quindi considerata l’ipotesi in cui manchi una electio iuris: l’analisi si concentra sulla possibilità (che si ritiene di dover escludere) di qualificare le pertinenti disposizioni di attuazione della Direttiva come norme di applicazione necessaria agli effetti dell’art. 9 del Regolamento, e sulla possibilità di ricavare dalla Direttiva elementi utili a stabilire quale sia, in quest’area, la fisiono-mia dell’ordine pubblico del foro ai fini dell’art. 21 del Regolamento stesso.

Parole chiave: Conflitto di leggi. Regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle ob-bligazioni contrattuali (Roma I). Direttiva 2011/7/UE sulla lotta ai ritardi nelle transazioni commerciali. Norme di applicazione necessaria. Ordine pubblico del foro.

Abstract: Under national provisions enacted to implement Article 7 of Directive 2011/7/EU on combating late payment in commercial transactions, a contractual term relating to the date or period for payment, the rate of interest for late payment or the compensation for recovery costs is either unenforce-able or gives rise to a claim for damages if it is “grossly unfair” to the creditor. Where a foreign element is present, the actual enforcement of these rules, and more generally the respect for the principles that underlie the Directive, are normally ensured in the Member States whenever, pursuant to the conflict-of-law rules of the Rome I Regulation on the law applicable to contractual obligations, the contract is governed by the law of a Member State. The paper provides an account of the legal devices aimed to ensure the respect for the Directive, or at least the safeguard of its basic principles, as far as international commercial contracts are concerned. To begin within, the situation is examined of contracts featuring a choice-of-law clause; reference is made, in particular, to the limitations on party autonomy provided for by Article 3(3) and 3(4) of the Rome I Regulation. The paper goes on to consider the scenario where the parties have failed to agree on the law applicable to their contract. In this connection, the hypothesis is formulated (but ultimately rejected) that the relevant national rules may be characterised as overriding mandatory provisions within the meaning of Article 9 of the Regulation; then, the possibility is consid-ered of referring to the Directive as a means to construe the public policy of the forum in this area for the purposes of Article 21 of the Regulation.

Keywords: Conflict of laws. Regulation (EC) No 593/2008 on the law applicable to contractu-al obligations (Rome I). Directive 2011/7/EU on combating late payment in commercial transactions. Overriding mandatory provisions. Public policy of the forum.


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